L'ASSOCIAZIONE PROVINCIALE ALLEVATORI DI SONDRIO AL SERVIZIO DI UNA MODERNA ZOOTECNIA MONTANA
La zootecnia rappresenta per vocazione e tradizione il comune denominatore dell'agricoltura in provincia di Sondrio. Assieme alla produzione, orientata principalmente verso il latte bovino ed i suoi derivati, questa attività assicura la coltivazione di gran parte del nostro territorio,contribuendo a contenerne il degrado e ad esaltarne gli aspetti paesaggistici.
A torto al settore viene generalmente assegnata un'immagine datata, che accanto a tratti tradizionali e folcloristici ne accentua i caratteri di arretratezza e ne sottolinea la diminuita incidenza economico-occupazionale.
Non si evidenziano così a sufficienza gli sforzi intrapresi da qualche anno a questa parte per attualizzare la pratica zootecnica, nel senso di un miglioramento delle condizioni di lavoro, del reddito e della qualificazione professionale degli addetti. Questo in un quadro di stabilità in termini di patrimonio animale e di incoraggiante ricambio generazionale.
Il patrimonio bovino provinciale si attesta oggi sui 30.000 capi, di cui 17.000 vacche da latte. Per gli ovicaprini la consistenza è di circa 29.000 capi, dei quali 17.000 i caprini e 12.000 gli ovini. Interesse anche per gli equini, rappresentanti da 1250 capi.
In sintesi si può osservare come sul territorio valtellinese e valchiavennasco sia presente una zootecnia diffusa, con un tessuto tuttora vitale fatto dalle molte aziende di ridotte dimensioni che sviluppano la propria attività attorno alle ancora numerose latterie di paese, assieme ad una significativa presenza di allevamenti maggiormente strutturati, che mirano ad una professionalizzazione più spinta e che fanno generalmente riferimento ai caseifici cooperativi ed all'industria.
Gli allevatori provinciali lavorano nel solco di un'agricoltura che mantiene stretti i contatti con la tradizione e le pecurialità dell'ambiente in cui si è sviluppata.
Prova ne sia che ancora oggi praticamente metà delle bovine viene monticata, cioè che la pratica dell'alpeggio data troppo presto al tramonto dopo un lungo periodo di progressivo abbandono, provocato peraltro da comprensibili motivi, rappresenta ancora una realtà molto interessante, viva e significativa per la nostra agricoltura.
Certo gli allevatori si confrontano con il mercato e la veloce modernizzazione delle aziende va letta come una tendenza al conseguimento di minor costi di produzione, oltre che a migliori condizioni lavorative.
Non vi è però contraddizione tra evoluzione tecnica e zootecnia di montagna. Proprio il muoversi in sintonia con le tradizioni produttive locali offre l'opportunità di una migliore remunerazione del litro di latte, e di conseguenza la possibilità di svincolarsi, pur sempre in condizioni di concorrenza sul mercato caseario, dalla rigida realtà di un prezzo che uniforma le diverse realtà territoriali a tutto svantaggio di zone come la nostra.
Ecco perciò l'opportunità offerta dalla produzione di formaggi tipici di qualità, e l'importanza di imporne l'immagine. Il riconoscimento della D.O.P. per Bitto e Casera e la costituzione del Consorzio di Tutela rappresentano passi importanti in questa direzione e di conseguenza offrono un contributo fondamentale al rilancio dell'agricoltura di montagna.
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I capi sottoposti ai Controlli Funzionali per il latte sono stati nel 2004:
- n. 10.803 bovine da latte;
- n. 2137 capre.
La tendenza è il costante aumento dei capi controllati, come evidenziato dal grafico che rappresenta l'andamento per quanto riguarda le vacche.
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ANDAMENTO CAPI BOVINI CONTROLLATI
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Per tradizione la quasi totalità delle bovine allevate in provincia appartiene alla Razza Bruna.
Grazie all'eccellente grado di selezione conseguito i nostri allevatori di bruna spesso ben figurano in manifestazioni di carattere nazionale.
L'A.P.A. cura l'organizzazione delle mostre zootecniche in provincia. Nel 2004 se ne sono svolte n. 8 per i bovini, compresa la prestigiosa manifestazione denominata "AGRIVALTELLINA", n. 3 per gli ovicaprini, n. 1 per gli equini. Alcune aste per i bovini sono state organizzate in collaborazione con la Cooperativa Allevatori Sondrio (CAS). Vengono inoltre attivati specifici meeting per la Razza Bruna e per la Razza Frisona Italiana.
RAZZE CONTROLLATE

Per meglio rispondere alle nuove e accresciute esigenze in proposito di gestione aziendale l'A.P.A. ha come detto indirizzato gran parte del proprio impegno nell'attività di assistenza tecnica, per supportare i propri associati nell'impegno al conseguimento delle migliori condizioni di allevamento e di un prodotto qualitativamente pregiato, in armonia col quadro normativo nazionale e comunitario vigente.
L'A.P.A. ha operato nel campo dell'assistenza tecnica attraverso progetti finalizzati come il Piano di lotta all'ipofecondità bovina e ovicaprina ed il Piano provinciale di miglioramento della qualità del latte, esperienze quindicinnali messe a frutto con l'introduzione nel corso del 1995 del Servizio Assistenza tecnica agli Allevamenti (SATA), su finanziamento regionale e compartecipazione economica degli allevatori.
Un latte sano si ottiene da bovine sane. Un latte sano e di qualità è garanzia per il consumatore ed è presupposto indispensabile per la trasformazione casearia. Un latte di alta qualità è quello meglio remunerato.
Ecco perché sanità animale, confort animale, nel senso delle migliori condizioni di allevamento, alimentazione corretta, sono presupposti imprescindibili per ottenere prodotti di qualità, ma anche per consentire il miglior risultato economico.
L'A.P.A. interviene attraverso i propri zootecnici e veterinari nell'accertamento della messa in atto delle varie fasi dei processi produttivi, suggerendo gli eventuali correttivi da apportare. Intervento che non si limita al controllo alla stalla, ma che considera anche le fasi che si svolgono a monte, come il sistema della produzione foraggiera, assieme alle questioni riguardanti l'impatto ambientale connesso all'allevamento, temi questi ultimi di attualità.
L'approccio è dunque quello di un servizio centrato sulla produttività dell'animale, ma inquadrato in una logica di inserimento armonico e positivo nell'ambiente naturale, e nel tessuto economico valtellinese e valchiavennasco. In linea con la tradizione che ha visto la zootecnia concorrere per gran parte alla formazione del paesaggio agrario e all'affermazione di specificità che contraddistinguono la nostra provincia da altre.
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 La nostra sede
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 www.ctcb.it
 www.puma-project.it
 www.allevasondrio.it
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